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Il calo che nei mesi scorsi si era percepito ora trova conferma nei numeri ufficiali. È stato infatti appena pubblicato sul portale della Regione Veneto il report statistico del primo semestre 2025 (link al sito regionale), che certifica la flessione del turismo a Lazise. Dopo anni di crescita costante e una stagione 2024 molto positiva, i dati di gennaio–giugno 2025 registrano un arretramento rispetto all’anno precedente, pur mantenendosi su livelli nettamente superiori al 2022, anno della ripresa post-pandemica.

Arrivi stabili, presenze in calo

Nel dettaglio, gli arrivi a Lazise sono stati 330.204, con una flessione del –2,3% rispetto al 2024 ma con un incremento di oltre il 21% sul 2022. Le presenze si sono fermate a 1.393.071, segnando un calo del –6,3% rispetto al 2024, ma pur sempre superiori (+8%) rispetto al 2022.

La lettura di questi numeri è chiara: i turisti continuano a scegliere Lazise, ma i soggiorni risultano più brevi. Il fenomeno si traduce in un sostanziale equilibrio negli “arrivi” e in una contrazione più marcata delle “presenze” (che significa pernottamenti), riducendo la durata media della vacanza.

Confronto con Bardolino e Peschiera

Il quadro è ancora più interessante se messo a confronto con i comuni vicini.

  • Bardolino: 209.165 arrivi (–4,7%) e 909.529 presenze (–5,0%).
  • Peschiera D/G: 231.129 arrivi (–5,0%) e 899.460 presenze (–9,6%).

Rispetto a Bardolino e Peschiera, Lazise ha registrato un calo più contenuto sia negli arrivi che nelle presenze. Ciò significa che, pur in un semestre di rallentamento generale, Lazise ha dimostrato maggiore capacità di tenuta.

Stiamo andando nella direzione giusta?

Il Garda veronese nel suo complesso resta una destinazione di straordinaria attrattività. Tuttavia, la riduzione della durata media del soggiorno solleva interrogativi sul futuro.

Se da un lato i numeri certificano la forza del territorio, dall’altro impongono una riflessione: basta puntare sulla quantità o serve puntare sempre di più sulla qualità?

Arrivi numerosi ma vacanze più corte rischiano di produrre impatti intensi senza generare un corrispondente valore economico e sociale.

La voce degli operatori

Una riflessione condivisa anche dagli stessi operatori. Il presidente di Federalberghi Garda Veneto, Ivan De Beni, avverte: «Ma fino a quanto possiamo spingere per incrementare ulteriormente i volumi di turisti? È giunto il momento di fermare la corsa a nuove strutture ricettive. Altri posti letto sul Garda non servono più».

Secondo De Beni, il futuro non deve giocarsi sulla quantità, ma sulla qualità dei servizi: «Serve una politica commerciale coraggiosa che alzi il livello del servizio su tutta la filiera, dalla ricettività alla ristorazione fino al commercio. Se si innesca una gara sulla quantità, rischiamo di sbagliare rotta. I numeri li abbiamo già conquistati, ora serve cambiare approccio».

Cosa possiamo leggere da questi dati

Lazise si conferma dunque più resiliente rispetto ai comuni vicini, ma i dati del 2025 non possono essere letti solo in chiave statistica. La vera sfida dei prossimi anni sarà governare il fenomeno turistico, orientandolo verso un modello più sostenibile e di maggiore valore. Non si tratta solo di attrarre più visitatori, ma di garantire esperienze di qualità, permanenze più lunghe e un equilibrio tra economia e vivibilità

È questa la strada che il Garda dovrà scegliere, e Lazise può avere un ruolo guida in questo percorso. Il prezzo del successo turistico, infatti, si misura anche sugli impatti sociali. A Lazise il tema più urgente è quello della casa: i prezzi immobiliari hanno raggiunto valori tali da rendere sempre più difficile, per chi lavora e vive stabilmente qui, continuare a essere abitante di Lazise. Una sfida che non riguarda solo l’offerta turistica, ma la tenuta stessa della comunità locale.

Una considerazione finale, forse un po’ amara: siamo tutti d’accordo a parole! Anche l’attuale amministrazione ribadisce la ricerca della qualità del turismo, la sostenibilità come centrale nello sviluppo, etc..etc..

Poi ci misuriamo con i fatti! Che vanno nella direzione opposta!

Servirebbe – almeno – un po’ di coerenza e non continuare a sbandierare la qualità e la sostenibilità e contemporaneamente autorizzare ampliamenti di campeggi, nuove realizzazioni alberghiere, residenziali, seconde case, PUA etc.. etc..

Non serve solo predicare bene, serve di più non razzolare male!

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