Era il 5 maggio 2024 quando il consigliere comunale Marco Zanoni presentava in aula una mozione sulla mobilità e i trasporti a Lazise. Nel documento venivano evidenziate le criticità storiche del territorio: traffico congestionato, carenza di parcheggi, assenza di bagni pubblici, ma soprattutto la mancanza di una rete di trasporto pubblico locale efficiente e accessibile.
Tra i punti principali della mozione, bocciata dalla maggioranza, vi era una richiesta semplice ma concreta: installare pensiline alle fermate degli autobus, strutture essenziali non solo per migliorare il comfort degli utenti, ma anche per incentivare l’uso del mezzo pubblico in un paese che ogni anno accoglie oltre 4 milioni di turisti.
Promesse rimaste tali
A distanza di un anno e dopo diversi annunci in Consiglio comunale -tra i quali ricordiamo quello dell’assessore Silvia Modena durante la risposta all’interrogazione sul verde di Viale Roma, la situazione è rimasta sostanzialmente immutata. Le pensiline non sono state installate e le fermate continuano a presentarsi spesso come punti spogli, privi di riparo e di sedute.
L’estate appena trascorsa ha mostrato ancora una volta i limiti di questa carenza: turisti in attesa degli autobus sotto il sole cocente, senza una panchina per riposarsi, e residenti costretti ad arrangiarsi in condizioni poco dignitose.
Ora, con l’arrivo di un nuovo inverno, il problema si ripresenta in forma diversa ma altrettanto pesante: studenti e pendolari resteranno esposti a pioggia e freddo, in attesa di un bus che dovrebbe rappresentare un’alternativa comoda e sostenibile all’uso dell’auto privata.
Mobilità e turismo: un nodo irrisolto
La mozione chiedeva anche uno studio specialistico sui flussi di traffico e il potenziamento del trasporto pubblico locale con collegamenti frazioni–capoluogo e percorsi mirati per i ragazzi che frequentano impianti sportivi. Tutte proposte rimaste, per ora, sulla carta.
Lazise, prima destinazione turistica del Lago di Garda, rischia così di continuare a vivere una contraddizione evidente: da un lato l’accoglienza di milioni di visitatori, dall’altro servizi essenziali che faticano a stare al passo con le esigenze sia degli ospiti che dei residenti.
La richiesta di un cambio di passo
Le pensiline non sono una grande opera, non richiedono studi complessi né ingenti risorse, ma rappresentano un gesto concreto di attenzione verso la quotidianità delle persone. Dopo un anno di attese e promesse, la domanda che si pongono cittadini e turisti è la stessa: è così difficile installare delle pensiline?
In questo stesso anno, infatti, l’amministrazione ha trovato le risorse per finanziare con circa 6 milioni di euro il campeggio comunale, ha promosso mega opere e stanziato milioni di euro su diversi progetti (ciclopedonali soprattutto) che non si capisce neanche quando verranno realizzate o quantomeno iniziate. Ma nel concreto, per i piccoli interventi di interesse quotidiano, tutto rimane immutato. Per una semplice pensilina bisogna attendere anni. Non sembra una situazione molto normale.





