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Il prossimo 22 settembre, Lazise farà ufficialmente il suo ingresso nell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con una conferenza stampa in una cornice d’eccezione: la località Montioni, presso la suggestiva Croce Papale, ospiti della famiglia Zanoni, proprietaria del luogo. Da questo punto panoramico, immerso tra oliveti e vigneti, lo sguardo può abbracciare Lazise e il lago di Garda in tutta la loro bellezza: quale scenario più indicato per celebrare un percorso che lega territorio, tradizione e futuro sostenibile?

Un impegno che unisce ambiente e cultura

L’adesione all’Associazione Città dell’Olio rappresenta per Lazise non solo una vetrina enogastronomica, ma anche un impegno concreto verso la tutela del paesaggio olivicolo, la promozione di pratiche agricole sostenibili e la valorizzazione delle eccellenze locali. L’olio extravergine Garda DOP diventa così non soltanto un prodotto, ma un simbolo identitario: espressione della cultura del territorio e della sua lunga tradizione agricola.

Le prime attività in programma

Tra le iniziative a cui il Comune di Lazise aderirà nell’ambito dell’Associazione spiccano la Camminata nell’Oliveto, fissata per il 27 ottobre, un evento aperto a cittadini e turisti per vivere un’esperienza immersiva tra natura e cultura. 
Grande attenzione è riservata anche al mondo della scuola, grazie al progetto “Olio in Cattedra”, che coinvolgerà gli studenti di Lazise in percorsi di educazione alimentare e ambientale. L’obiettivo è trasmettere ai più giovani la consapevolezza che l’olio extravergine non è solo alimento principe della Dieta Mediterranea, ma anche un elemento culturale e identitario, legato al paesaggio olivicolo da cui nasce.

Una riflessione necessaria

L’ingresso di Lazise nelle Città dell’Olio può rappresentare un passaggio importante per rafforzare il legame tra agricoltura, paesaggio e comunità. Ma senza scelte urbanistiche coraggiose – tutela degli olivi secolari, blocco del consumo di suolo, recupero degli oliveti abbandonati – il rischio è che resti solo uno slogan ben confezionato.

Se davvero si vuole che l’olio diventi il simbolo di un nuovo equilibrio tra turismo e ambiente, serve una pianificazione che metta al centro il paesaggio e non le colate di cemento. Diversamente, l’adesione a questa rete resterà poco più di una medaglia da appendere al petto del Comune.

Ed è qui che nasce lo scetticismo: perché troppe volte, in passato, buone intenzioni e marchi prestigiosi si sono infranti contro logiche di mercato e urbanizzazioni invasive. Sarà diverso, questa volta?

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