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La vicenda del Parco San Daniele di Pacengo è l’ennesima dimostrazione di come la macchina amministrativa proceda con estrema lentezza…

Settembre 2024 – L’interrogazione in Consiglio

Il 10 settembre 2024 il consigliere Marco Zanoni (Lazise Civica) protocolla un’interrogazione ufficiale rivolta al sindaco e al Consiglio comunale.
Il documento mette nero su bianco le criticità del parco:

  • recinzioni divelte e pericolose,
  • cancelli rotti e inutilizzabili,
  • tappeto antitrauma sconnesso,
  • buche non segnalate,
  • un cipresso infestato da rampicanti,
  • frequentazioni notturne con consumo di alcol e sostanze, schiamazzi e rifiuti al mattino.

Nell’interrogazione si chiedono interventi urgenti di messa in sicurezza, più vigilanza e telecamere, illuminazione potenziata, sistemazione delle recinzioni e, in prospettiva, la realizzazione di una piastra polivalente al posto della vecchia pista di pattinaggio.


Zanoni ricorda anche che era in corso un dialogo con la parrocchia – proprietaria del bene – per la possibile acquisizione al patrimonio comunale, e sollecita una celere conclusione della trattativa.

Settembre 2024 – La risposta del sindaco

Il tema arriva in aula il 25 settembre 2024.


Il sindaco Damiano Bergamini riconosce la fondatezza delle osservazioni e spiega:

  • il Comune non può finanziare lavori su un bene privato;
  • le interlocuzioni con la Curia di Verona si erano arenate in primavera, anche a causa degli impegni legati alla visita di Papa Francesco a Verona (18 maggio 2024);
  • ad agosto 2024 è arrivata una nuova perizia di stima del parco, valutato circa 176.000 euro;
  • l’obiettivo dichiarato è chiudere la trattativa “entro la fine dell’anno” e, una volta acquisito il bene, ampliare e riqualificare l’area per renderla più sicura, illuminata e accogliente.

Autunno–Inverno 2024 – Le promesse e l’attesa

Nei mesi successivi, però, la promessa di un rapido accordo resta tale. La trattativa con la Curia non viene formalizzata e il parco continua a presentare gli stessi problemi segnalati nell’interrogazione.

2025 – Piccoli passi, ma non basta

Con il nuovo anno qualche intervento viene finalmente messo in campo: alcune sistemazioni parziali migliorano la fruibilità del parco. Tuttavia, molti dei problemi rimangono aperti.

Parole, intenzioni, promesse. Ma per i cittadini di Pacengo la realtà quotidiana è ancora fatta di un parco solo parzialmente sistemato, dove qualche piccolo intervento di facciata non ha risolto i problemi veri: recinzioni ancora danneggiate, cancelli da riparare, illuminazione insufficiente e controlli che restano sporadici.


L’impressione è che questi lavori siano stati eseguiti dal Comune pur non avendone piena competenza, visto che si tratta di un bene che rimane di proprietà privata della Parrocchia.

Un anno dopo: la realtà

Dal settembre 2024 al settembre 2025 è passato un anno intero. Dodici mesi durante i quali:

  • è stata ribadita la volontà politica di acquisire il Parco San Daniele;
  • è arrivata una nuova perizia economica con la valutazione dell’area;
  • si è parlato di grandi progetti di riqualificazione futura.

Ma per i cittadini di Pacengo, la realtà quotidiana è ancora fatta di attese e rinvii.

C’è poi un aspetto ancora più delicato che non può essere ignorato: la sicurezza e la responsabilità verso chi frequenta il parco.
Oggi non esiste un contratto di affitto in vigore che regoli i rapporti tra il Comune e la Parrocchia. Questo significa che:

  • in caso di infortuni, la responsabilità ricade interamente sulla Parrocchia, esponendola a inutili rischi;
  • allo stesso tempo, il Comune non ha la possibilità di intervenire direttamente su un bene che, a tutti gli effetti, resta privato.

Il paradosso è evidente: il Comune dovrebbe  ringraziare la Parrocchia per il fatto che il parco sia ancora aperto e fruibile, anche se ciò avviene a rischio e pericolo della stessa parrocchia, che si assume oneri e responsabilità che non le competerebbero.

La vera priorità?

Il tempo delle parole è finito. Ogni giorno che passa senza una decisione definitiva espone famiglie e bambini a rischi inutili e lascia la comunità di Pacengo senza un parco sicuro.
La situazione di stallo, oltre a essere inaccettabile, è anche pericolosa sul piano della responsabilità: senza un contratto chiaro, nessuno è davvero tutelato.

Il sindaco, intanto, non perde occasione per dire che Pacengo si merita una riqualificazione. Ma quella che propone passa per la cementificazione del PUA di Pacengo  Alto – Pacengo Porto: metri cubi e nuovi insediamenti speculativi.
Nel frattempo, però, le questioni davvero importanti per la vita quotidiana – come la sicurezza e la fruibilità del parco giochi per i bambini di Pacengo – vengono sistematicamente tralasciate.Ribadiamo che l’attuale amministrazione pratica una politica che è lontana dai bisogni reali dei cittadini, contrariamente a quanto pubblicamente dichiarato. Mentre si inseguono progetti faraonici e colate di cemento, le esigenze quotidiane – come un parco giochi sicuro per i bambini – restano in fondo all’agenda. 

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