
Per generazioni i fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo in occasione di feste e ricorrenze, simbolo di allegria e spettacolo collettivo. Ma dietro la magia dei colori si nasconde un lato meno visibile: quello del rumore, dell’inquinamento e del disagio che questi eventi provocano all’ambiente, agli animali — in particolare quelli domestici, che ne soffrono in maniera molto più intensa — e perfino ai monumenti storici che custodiscono la nostra identità.
Il boato che spaventa gli animali
Gli animali da compagnia possiedono un udito molto più sviluppato rispetto a quello umano: un cane può percepire suoni fino a 45.000 Hz, un gatto addirittura fino a 64.000 Hz, mentre l’uomo si ferma intorno ai 20.000 Hz.
Il rumore esplosivo dei fuochi d’artificio, che può superare i 150 decibel, viene quindi percepito dagli animali come un vero e proprio shock acustico, con effetti amplificati e spesso traumatici.
Studi pubblicati su riviste veterinarie internazionali — tra cui il Journal of Veterinary Behavior e Frontiers in Veterinary Science — indicano che oltre il 60% dei cani mostra reazioni di paura o panico durante i fuochi: tremori, tachicardia, ipersalivazione, fughe incontrollate. Anche i gatti, più riservati, reagiscono con stress e disorientamento.
Non sono rari i casi di animali che scappano di casa, spaventati e confusi, mettendosi in pericolo. Le associazioni animaliste segnalano ogni anno decine di smarrimenti e incidenti durante Capodanno o le feste estive, anche sul lago di Garda.
La fauna selvatica subisce danni analoghi: uccelli e pipistrelli abbandonano i nidi, cavalli e animali da allevamento si feriscono nella fuga. È un problema che riguarda non solo la sensibilità individuale, ma il benessere complessivo degli ecosistemi e la sicurezza pubblica.
Quando la festa mette a rischio la storia
Le onde di pressione generate dalle esplosioni, spesso percepibili chiaramente a terra anche a centinaia di metri di distanza, producono micro-vibrazioni che possono compromettere la stabilità di edifici storici e monumenti.
Ricerche condotte da ENEA e Università di Padova hanno dimostrato che questi impulsi, se ripetuti nel tempo, accelerano il degrado dei materiali antichi — pietra, malta e affreschi — già fragili per età e struttura.
A Lazise, i fuochi vengono tradizionalmente esplosi lungo il lungolago Marconi, una delle aree più suggestive e frequentate del Garda veneto.
Qui si trovano edifici di grande valore storico, tra cui la Dogana Veneta, un bene architettonico che vanta oltre sette secoli di storia.
Un patrimonio di inestimabile valore, ma anche un organismo edilizio estremamente delicato, che necessita di tutela da vibrazioni e residui chimici derivanti dagli spettacoli pirotecnici.
Lazise, città d’arte e di turismo, è chiamata oggi a conciliare la tradizione delle feste popolaricon la salvaguardia del patrimonio e del benessere ambientale. È una sfida culturale che richiede sensibilità, visione e coraggio.
Verso una nuova idea di festa
La buona notizia è che esistono alternative spettacolari ma rispettose:
- Fuochi a basso rumore, che mantengono la magia visiva riducendo l’impatto sonoro;
- Spettacoli di droni luminosi, che trasformano il cielo in un palcoscenico silenzioso;
- Laser show e proiezioni artistiche, capaci di valorizzare piazze e monumenti in modo sostenibile.
Un esempio virtuoso arriva proprio dai vicini di Bardolino, dove, in occasione della Festa dell’Uva e del Vino Bardolino, sono stati utilizzati fuochi a basso impatto acustico, dimostrando che si può celebrare in maniera sostenibile.
Non è forse ora di cambiare?
Speriamo che anche a Lazise si muova qualcosa di concreto.
Finora, la risposta dell’Amministrazione comunale si è limitata a brevi avvisi sui canali social, più per dovere che per reale volontà d’intervenire, quasi a voler dire “io ti avviso, poi arrangiati”.
Da un lato si avvisa, ma non si fa nulla di concreto per mitigare la problematica, quasi fosse una situazione ineludibile, una consuetudine che si ripete di anno in anno senza una reale riflessione sugli effetti ambientali e acustici che comporta.

Eppure, qualcosa di più si può e si deve fare.
Proprio in quest’ottica, sarebbe auspicabile che anche Lazise valutasse l’adozione di un regolamento comunale per stabilire un limite massimo di decibel per gli spettacoli pirotecnici sul territorio.
Molte strutture turistiche, infatti, organizzano regolarmente fuochi per intrattenere i propri ospiti — eventi che, però, il più delle volte vengono subiti dagli abitanti e dai loro animali, con conseguenze tutt’altro che festose.
Il percorso di sostenibilità ambientale che il Comune di Lazise dichiara di voler intraprendere passa anche attraverso il benessere acustico dell’ambiente circostante.
Ridurre l’inquinamento sonoro, tutelare gli animali e proteggere il patrimonio storico sono obiettivi che si inseriscono in una visione più ampia di turismo responsabile e qualità della vita.
Rendere le feste più sostenibili non significa rinunciare alla meraviglia, ma trasformarla in un’occasione di rispetto e consapevolezza.
Perché la vera festa è quella che fa stare bene tutti — persone, animali, monumenti e natura — e che lascia dietro di sé non paura, ma stupore e armonia.

