Momenti di confronto come Laboratorio Garda 2030, in programma sabato 21 marzo alla Dogana Veneta di Lazise, sono senza dubbio utili. Mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, operatori turistici, mondo accademico e rappresentanti dell’economia del territorio significa riconoscere che il Lago di Garda si trova in una fase importante del proprio sviluppo.
Il turismo gardesano resta uno dei principali motori economici del territorio e interrogarsi sul suo futuro è doveroso. Tuttavia, osservando il programma dell’iniziativa promossa dal Comune di Lazise, emerge con chiarezza come il confronto sia centrato esclusivamente sul sistema economico legato al turismo.
Il titolo è emblematico:
“Prospettive per il futuro del turismo gardesano per una cultura dell’ospitalità – Un percorso condiviso per costruire il futuro del turismo gardesano”
Alla tavola rotonda partecipano
- Lamberto Tonini, direttore commerciale della BCC Garda;
- Giovanni Bernini, presidente di Asso Garda Campeggiatori;
- Fabio Dei Micheli, presidente del Consorzio Bardolino e Chiaretto;
- Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto;
- Simone Padovani, presidente del Consorzio Olio Garda DOP;
- Paolo Artelio, presidente di Destination Verona & Garda Foundation;
- Matteo Gasparato, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale.
Sono figure che rappresentano settori centrali dell’economia gardesana: ospitalità, promozione turistica, filiere agroalimentari e infrastrutture. Un quadro che conferma come il dibattito sia costruito principalmente attorno agli interessi economici del turismo.
Ma gli abitanti di questo territorio, qualcuno li vuole ascoltare? Chi deve condividere queste tematiche?
La giornata si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Damiano Bergamini e del direttore dell’Osservatorio per il Turismo sul Lago di Garda Giovanni Gregorini, seguiti da tre relazioni scientifiche costruite attorno alle parole chiave Acqua, Terra e Comunità.
Il tema Acqua sarà affrontato da Patrizia Battilani e Davide Bagnaresi con l’intervento “I mille volti dell’acqua tra patrimonio culturale, mobilità e risorsa ambientale”.
Il tema Terra sarà invece al centro della relazione di Debora Casoli, dal titolo “Quando il territorio diventa prodotto: orientare la fruizione per creare valore”. Un titolo che sembra già indicare chiaramente la prospettiva da cui si guarda al territorio: il territorio come prodotto.
La relazione dedicata alla Comunità sarà affidata al sociologo Gabriele Manella, docente dell’Università di Bologna che si occupa di sociologia del territorio e dei rapporti tra turismo e comunità locali, con un intervento dal titolo “Fare territorio tra costa ed entroterra: prospettive sociologiche”. Le sessioni saranno moderate da Maria Paola Pasini, della segreteria scientifica dell’Osservatorio per il Turismo del Garda.
Un’impostazione scientifica che aiuta a leggere il fenomeno turistico anche dal punto di vista sociale. Ma proprio osservando il programma emerge una domanda inevitabile: chi rappresenta realmente, a questo tavolo, i residenti, gli abitanti?
Nel titolo dell’iniziativa compaiono parole importanti come territorio e comunità. Tuttavia tra i relatori non compaiono rappresentanti delle famiglie, del mondo della scuola, delle associazioni civiche o della società locale. Non si vedono nemmeno figure che si occupano direttamente di politiche abitative o di dinamiche demografiche, temi sempre più centrali per molti comuni turistici del Garda.
Il Comune ha pensato di coinvolgere i cittadini attraverso un questionario rivolto ai residenti per raccogliere opinioni sul futuro del turismo e sull’equilibrio tra visitatori e qualità della vita locale. Nel sondaggio si chiede, ad esempio, quale modello di sviluppo turistico dovrebbe guidare il territorio nei prossimi anni: aumentare i visitatori per rafforzare l’economia locale, mantenere numeri stabili migliorando la qualità dell’offerta oppure distribuire meglio i flussi durante l’anno.
Tra le domande compare anche la richiesta di indicare quale intervento sia più strategico per il futuro del territorio, proponendo opzioni come migliorare la gestione dei flussi turistici, incentivare la presenza di visitatori durante tutto l’anno o sviluppare nuove attrazioni nell’entroterra.
Domande che mostrano chiaramente come il punto di partenza del confronto resti il turismo e la sua gestione. Ai residenti viene chiesto soprattutto come svilupparlo o distribuirlo meglio, piuttosto che chiedere se sia necessario ripensare l’equilibrio complessivo tra economia turistica, residenzialità e qualità della vita.
Resta quindi un interrogativo: può un questionario “anonimo e pilotato” sostituire una presenza reale nel confronto pubblico?
Se il sindaco è chiamato a rappresentare la comunità, il dibattito sul futuro del territorio sembra comunque costruito quasi esclusivamente attorno agli attori del sistema turistico. Il rischio è che gli abitanti, pur richiamati nel titolo dell’iniziativa, finiscano per avere uno spazio marginale nel confronto, quasi di comparse chiamate a “condividere”.
Poniamo noi un questionario fatto di 1 domanda:
Il vero nodo per il 2030 è
- quanti visitatori arriveranno,
- quante famiglie continueranno a vivere stabilmente nei paesi del lago, quanti bambini frequenteranno le scuole e quanto sarà ancora possibile mantenere servizi e comunità vive durante tutto l’anno.
Proviamo a chiedere questo ai residenti e vediamo dove mettono la crocetta; poi in base a quello vediamo come impostare i lavori!
Perché il futuro del Garda non si misura solo nelle presenze turistiche, ma nella capacità di restare un territorio dove non si viene soltanto in vacanza, ma si sceglie di vivere.
Vedremo ora lo svolgimento dei lavori e le riflessioni che emergeranno dal confronto, per poi valutarne con attenzione esiti e prospettive.
Da parte di LAZISE CIVICA, è già in programma una conferenza pubblica dedicata proprio al tema della residenzialità e del futuro di Lazise, con al centro gli abitanti, le famiglie e la qualità della vita del territorio. Un momento di confronto che intende partire da una prospettiva diversa: non solo il turismo, ma prima la comunità che qui vive ogni giorno.
