Il Lago è senza alcun dubbio la risorsa economica principale, se non esclusiva, per tutti i comuni che hanno la fortuna di affacciarsi sulle sue rive; l’attività turistica che genera è imponente: nel 2022 sulla sola sponda veronese si sono contate 13,3 milioni di presenze ufficiali. (Fonte Camera di Commercio VR)
Per quanto scontato possa sembrare, è indispensabile ricordare che è al centro della nostra vita biologica, economica e culturale.
Per puro gioco intellettuale proviamo ad immaginarci il tipo di vita che condurremmo se il lago non ci fosse, o se noi fossimo nati altrove.
La attenta cura del paesaggio lacustre, oltre che ad essere banalmente un nostro interesse materiale, è un nostro preciso dovere civile, soprattutto perché siamo tenuti a lasciare in perfetto stato ai nostri eredi un dono che noi abbiamo ricevuto senza nostro particolare merito, a parte appunto la fortuna di essere nati o abitare qui.
Possiamo identificare 4 aspetti che caratterizzano il paesaggio benacense:
- Le coste
- Il bacino d’acqua
- I centri abitati (paesi e le loro frazioni)
- L’entroterra
Lo sviluppo tumultuoso ed incontrollato dei comuni gardesani ha portato ad uno stravolgimento di questi aspetti e dell’equilibrio complessivo del bacino.
Si ha però l’impressione che questa risorsa venga data per scontata, inesauribile, inalterabile e non bisognosa di un nostro particolare impegno personale per la sua cura; una cosa la cui gestione è demandata ad “altri” mentre ciascuno di noi si preoccupa quotidianamente solo della cura delle proprie attività e dei propri interessi particolari.
IL LAGO E’ INVECE UNA RISORSA LIMITATA E FRAGILE E DA TALE DEVE ESSERE TRATTATA
Dobbiamo saper intervenire tempestivamente in modo che il Lago di Garda rimanga in salute e non aspettare che sia troppo tardi e si debba correre ai ripari quando i problemi raggiungeranno una dimensione ingestibile.
Riteniamo che continuare a gestire l’economia del lago nel modo in cui lo è stato fino ad oggi ci porterà sì a generare molta moneta ma ci porterà a consumare la ricchezza che il lago può costituire per tutti. Detto in altre parole, segheremmo il ramo su cui siamo seduti.
Riassumiamo schematicamente le nostre idee su come agire in futuro
- Le coste. Sono l’interfaccia fra terra ed acqua. Qui si incontrano le esigenze della vita biologica (fauna ittica, canneti, volatili, vegetazione lacustre, mammiferi), le attività economiche (campeggi, ristoranti, bar, negozi, porti, rimessaggi e noleggi natanti), le esigenze tecniche (in primis il collettore, le diverse condotte di acqua, gas, energia elettrica, le condotte di scarico delle acque piovane, gli sbocchi dei fossi,) le esigenze dei cittadini (passeggiate a lago, piste ciclabili).
Riteniamo che gli aspetti principali da preservare siano il mantenimento del profilo e dell’accessibilità al pubblico delle coste, controllando attentamente l’esecuzione dei prossimi lavori di sostituzione delle condutture del depuratore e l’esecuzione delle piste ciclabili, il potenziamento delle caratteristiche naturali delle coste bloccando e poi espandendo gli spazi per canneti e le aree protette e, in futuro, predisponendo punti di osservazione delle fauna acquatica.
Riteniamo poco razionale l’incremento delle attività commerciali sulle coste.
- Il bacino d’acqua. Il problema basilare è il collettore ed il suo adeguamento. Percepiamo come un pericolo incombente la condotta sub-lacuale Maderno-Torri, vecchia di 40 anni ed alla fine della sua vita tecnica (Relazione DRAFINSUB 12.05.2023). Siamo consci della immane dimensione del problema, dei suoi vincoli politici ed amministrativi (3 Regioni, 3 Province, 54 Comuni) ma è urgente ed indispensabile risolverlo ed ogni ente, associazione o singolo cittadino deve farsi parte attiva per questo. Non si può tergiversare ancora.
Altre questioni aperte riguardano la navigazione, la pesca, la continua immissione di specie aliene, il controllo dei livelli stagionali.
- I Centri abitati. L’aspetto principale è l’attività edilizia. Riteniamo che la potenzialità edificatoria sia esaurita e che sia necessario rallentare decisamente l’edificazione di ulteriori edifici o complessi a puro uso turistico o come seconda casa. Riteniamo invece necessario favorire le persone che intendano risiedere continuativamente nel Comune, in modo da favorire un aumento della vita sociale, soprattutto nei centri storici e il rinvigorimento delle attività locali. Riteniamo che questo possa portare, in senso lato, ad un deciso miglioramento dell’AMBIENTE COMUNITARIO
- L’entroterra. Le attività dell’entroterra, sia quelle industriali ma, principalmente, quelle agricole sono una componente strategica della gestione dell’ambiente del nostro Comune. Favorirne la sostenibilità economica può sostenere il mantenimento di un paesaggio caratteristico che offra, a chi passeggia sulle strade interne o sulle capezzagne, il godimento di un ambiente curato e particolare.
La cura di fossi, scoli, strade interpoderali, alberature è, a nostro avviso, un punto chiave.Sempre in un’ottica di cura dell’Ambiente vorremmo fare una proposta alle diverse Associazioni Volontaristiche di Lazise, consci delle grosse difficoltà organizzative che comporta ma sicuri dell’effetto positivo che può risultarne: Nel giorno di San Martino, che tradizionalmente chiude l’annata agraria ed è il patrono di Lazise (11 novembre), vorremmo coinvolgere le scuole, le associazioni e l’intera cittadinanza in una «CHIAMATA A RACCOLTA» per il nostro paese: un’intera giornata di raccolta dei rifiuti, di pulizia e cura dell’ambiente in tutto il territorio comunale. Le grandi pulizie di fine anno di Colà, Lazise e Pacengo, da fare tutti insieme, perché il nostro territorio è la più grande ricchezza della nostra comunità.

