Mercoledì 25 febbraio 2026 alle 20.30, al Centro Giovanile Parrocchiale di Lazise , si è svolto l’incontro dal titolo “Il paese che si svuota. Abitare a Lazise: Turismo, Comunità e scelte strategiche”, inserito nel ciclo di incontri “La Terra di Mezzo al Centro”.
La serata è stata proposta su invito della “mitica” Isabella Pachera, per tutti “Isi”, che con costanza e determinazione promuove momenti di cultura, approfondimento e confronto per la cittadinanza di Lazise. Un impegno prezioso che contribuisce a mantenere vivo il dibattito sui temi che incidono direttamente sul futuro della comunità, trasformando questi appuntamenti in importanti momenti di incontro per il paese.
Dopo la presentazione dei dati illustrati da Piergiorgio Pinali, il confronto con la platea è stato coinvolgente, sentito e partecipato. Numerosi gli interventi dal pubblico, con domande puntuali e testimonianze dirette che hanno dimostrato quanto il tema dell’abitare incida concretamente sulla vita quotidiana.
Tra i presenti in sala, come spettatori, anche il sindaco, il vicesindaco e alcuni rappresentanti sia della maggioranza sia della minoranza consiliare.
I dati: una comunità che invecchia e non si rigenera
La prima parte dell’incontro è stata dedicata all’analisi dei dati demografici del Comune di Lazise dal 2001 al 2024.
Dalle slide è emerso con chiarezza:
- aumento costante dell’età media negli ultimi vent’anni (da 42 anni a 47 anni);
- saldo naturale negativo, con decessi superiori alle nascite; ( -42 dato 2024)
- immigrazione non sufficiente a garantire un reale ricambio;
- incremento edilizio che non si traduce in nuova residenzialità stabile;
- prezzi di acquisto e affitto sempre più elevati e fuori portata per giovani coppie, famiglie e lavoratori.
Il quadro è evidente: aumentano le abitazioni, ma non cresce la popolazione residente stabile.



Lazise rischia di diventare sempre più luogo di soggiorno e investimento e sempre meno comunità viva e giovane.
Il problema casa non è episodico ma strutturale. Coinvolge giovani coppie, famiglie in difficoltà economica, nuclei monogenitoriali e anziani autosufficienti che cercano soluzioni alternative alla casa di riposo.
Le criticità sono chiare: scarsità di affitti a lungo termine, assenza di immobili pubblici a canoni calmierati, edilizia convenzionata con costi elevati e nuove costruzioni non orientate alla residenzialità permanente.
Il punto emerso con forza è che il mercato, da solo, non garantisce equilibrio. Serve una strategia pubblica capace di intervenire e correggere le distorsioni.
Strumenti concreti per una residenzialità stabile
La seconda parte dell’incontro ha messo a fuoco strumenti concreti per riportare a Lazise una residenzialità stabile e sostenibile.
Tra le soluzioni illustrate:
Cohousing – Soluzioni abitative con spazi privati e aree comuni condivise, promosse da soggetti pubblici, cooperative o modelli misti, con riduzione dei costi e rafforzamento della dimensione comunitaria.
Social Housing – Modello intermedio tra edilizia ERP e mercato libero, rivolto a chi lavora ma ha un ISEE troppo elevato per rientrare nelle graduatorie ERP e, allo stesso tempo, non può permettersi i prezzi del mercato libero. Prevede proprietà pubblica e canoni calmierati.
ERP – Edilizia Residenziale Pubblica – Alloggi per redditi bassi o situazioni di fragilità, assegnati tramite graduatorie e programmati a livello comunale e regionale.
PEEP – Edilizia Economica e Popolare – Strumento storico per realizzare abitazioni a prezzo accessibile su aree individuate dal Comune.
Alloggi comunali per emergenze – Soluzioni temporanee per sfratti o situazioni di grave fragilità sociale.
Rent to Buy – Formula contrattuale che consente di entrare subito nell’immobile pagando un canone composto da una quota affitto e una quota in acconto sul prezzo finale.
Identità e futuro della comunità
Il dibattito ha confermato che il disagio abitativo è percepito come reale e urgente. Non sono emerse lamentele generiche, ma proposte concrete: avviare tavoli di lavoro strutturati, programmare interventi verificabili e definire una linea strategica chiara.
Tra le proposte più condivise, la realizzazione di un’indagine comunale strutturata per conoscere in modo puntuale le esigenze abitative dei cittadini di Lazise.
Non si può pianificare senza dati reali. Serve una rilevazione trasparente che fotografi quante famiglie sono in difficoltà, quanti giovani vorrebbero restare ma non trovano casa, quali fasce di reddito siano escluse dal mercato e quali tipologie abitative siano realmente necessarie. Solo partendo da un’analisi oggettiva dei bisogni si può costruire una strategia efficace. L’indagine rappresenta il primo atto concreto richiesto dalla comunità: ascoltare, misurare, pianificare. Poi agire.
In sala erano presenti anche rappresentanti di famiglie storiche radicate nel tessuto sociale di Lazise, che percepiscono con chiarezza uno sfaldamento in atto: giovani costretti a trasferirsi, figli che non riescono a costruire qui il proprio futuro, relazioni che si indeboliscono.
Non è solo una questione immobiliare. È un tema di identità e continuità sociale. Quando chi è nato e cresciuto a Lazise fatica a restare, l’abitare diventa centrale per la tenuta stessa della comunità.
A chiusura della presentazione, una frase ha sintetizzato il senso dell’incontro:
“Ci sono due tipi di futuro:
il primo porta possibilità,
il secondo trascina il passato.”
Una riflessione che richiama alla responsabilità collettiva. La comunità ha dimostrato di voler guardare avanti. Ora saranno le scelte concrete a indicare quale direzione verrà intrapresa. Gli amministratori presenti hanno potuto ascoltare direttamente preoccupazioni e proposte: l’auspicio è che questo confronto rappresenti l’inizio di un percorso operativo.
