Cultura|

Riteniamo necessario seguire due direttrici intimamente connesse: promozione della cultura e sostegno dell’associazionismo e del volontariato, ma con una forte regia di coordinamento pubblica.   

La promozione culturale richiede un impegno attivo da parte dell’amministrazione comunale. Finora questo compito è stato di fatto delegato alle associazioni, a quei gruppi di volontari che da sempre danno un contributo fondamentale e prezioso alla vita cittadina, anche a quella culturale. A Lazise operano oltre 55 associazioni, con aree di intervento simili e in qualche caso sovrapposte. Ci sembra utile e necessario che le diverse associazioni possano incontrarsi, discutere e coordinare le proprie attività, anche tramite un organismo permanente di consultazione: una sorta di consulta dei rappresentanti delle associazioni, che permetta di programmare e decidere insieme i diversi campi d’azione, evitando sovrapposizioni o lacune.

Ovviamente è indispensabile che l’amministrazione pubblica fornisca spazi adeguati per le sedi e le attività delle associazioni, oltre a un supporto di consulenza legale e assistenza tecnica: un servizio comune, a disposizione di tutte le associazioni. 

Siamo però convinti che una buona amministrazione comunale non possa limitarsi a delegare o scaricare tutto l’impegno sulle associazioni di volontari. L’amministrazione deve supportare le associazioni, ma deve anche creare luoghi pubblici di cultura e mantenerli vivi, destinandovi risorse anche economiche e personale dedicato.

Il rilancio delle attività culturali, degli incontri pubblici, dei progetti di formazione e istruzione, ci sembra lo strumento migliore per «fare comunità». Per ricreare quello spirito di comunità, conoscenza, solidarietà che ha caratterizzato per lungo tempo i nostri paesi e che oggi purtroppo si è perso. Ormai viviamo in tempi di anonimato, diffidenza, isolamento, sfiducia. Anche i nostri paesi turistici sembrano aver perso l’anima. Vogliamo ridare un’anima alle nostre comunità

Approfondimento 1: La NUOVA Biblioteca

I servizi culturali come strumento per “fare comunità”. Dentro questo obiettivo si deve porre la creazione a Lazise di una nuova biblioteca pubblica. Una biblioteca che sia luogo dei libri (dai progetti della pre-lettura fino ai bisogni informativi delle persone anziane, passando per le età della formazione e del lavoro), ma che sia anche un luogo d’incontro, di socialità, di confronto.


Una biblioteca che metta finalmente a disposizione spazi adeguati (quelli individuati dall’attuale progetto sono davvero insufficienti), personale capace di interpretare il ruolo che la biblioteca dovrà avere, orari di apertura adeguati alle reali esigenze dell’utenza potenziale, cioè dei cittadini e degli studenti di Lazise.
Una biblioteca che sappia interloquire in modo attivo con le scuole del territorio facendosi carico di proposte legate alla lettura attraverso laboratori e incontri con scrittori per ragazzi.


Una biblioteca che si faccia carico della memoria storica del paese, che possa gestire l’accesso all’archivio storico (prezioso per gli studi), garantendo una corretta fruizione di questo straordinario patrimonio della comunità.
Una biblioteca che sia garantita da un investimento costante ed adeguato sia per l’aggiornamento del patrimonio librario (indispensabile per svolgere la funzione di pubblica lettura), sia per il personale addetto, sia per le attività che potrà/dovrà promuovere: laboratori, incontri con gli autori, gruppi di lettura (per adulti e per ragazzi), corsi di formazione.


Una biblioteca che sia un servizio quotidiano a disposizione della comunità con la possibilità di leggere quotidiani e riviste, con spazi per lo studio adeguati alle esigenze del mondo studentesco.
Una biblioteca inclusiva, capace di accogliere in modo adeguato le esigenze di tutte le fasce d’età: dai 0-5 anni (che la frequentano con i genitori, quindi giovani famiglie), al mondo studentesco, alla popolazione più anziana.
Serve uno sforzo per dare a questo servizio la necessaria centralità e lo spazio che merita. Basta guardarsi intorno ed osservare il cammino fatto in questo ambito da molti comuni limitrofi. Anche in questo Lazise deve recuperare del terreno.

Approfondimento 2: Tutela del Paesaggio

L’altra linea direttrice, intimamente connessa a quella della cultura, è la Tutela del paesaggio, come insieme di beni naturali di un ambiente che vanno difesi e conservati, e del patrimonio storico e artistico: Paesaggio, patrimonio storico e artistico devono essere preservati e gelosamente custoditi con la consapevolezza, che deve essere di tutti, che la memoria delle persone e dei luoghi deve rimanere salda e forte: la conservazione del paesaggio rurale fatto di viti e ulivi ma anche di gelsi, cipressi, frassini, ciliegi, mandorli…palme, canneti; la conservazione e il restauro delle corti rurali che disegnano il paesaggio delle nostre campagne, la riscoperta delle strade e dei sentieri che giàesistono e che vanno mantenuti, segnalati e promossi (strada delle chiese e delle pievi di campagna, vie dell’acqua, vie delle corti rurali etc).

La conservazione delle piante esistenti e l’impianto di nuovi alberi potrà riportare o consentire la sopravvivenza anche della fauna tipica dei nostri luoghi, che va controllata e preservata, anche dall’intrusione di nuove specie.

Anche in questo settore, solo l’associazionismo si dedica alla scoperta dei luoghi e del territorio di Lazise, Colà e Pacengo: anche in questo caso va coordinato e sostenuto, attraverso promozione e divulgazione che parta dal Comune.

Spesso viene usata la parola “valorizzazione” del territorio e del paesaggio per promuovere la costruzione di edifici, di parcheggi, di strade asfaltate, di piste ciclabili, di punti ristori e servizi (pensiamo alla Val dei Molini…): valorizzazione è una parola neutra, vuota, che ognuno riempie con il significato che più gli aggrada. Credo si dovrebbe parlare di conservazione integrale, di  custodia fedele e difesa ferma.

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