Urbanistica - Edilizia - Viabilità|

L’urbanistica è uno dei temi che più ci differenziano dalle politiche delle passate amministrazioni. In questi anni gran parte del territorio comunale è stata oggetto di interventi edilizi importanti che hanno modificato il territorio, forse stravolgendolo. E questo è avvenuto talvolta nell’interesse di pochi fortunati, spesso provenienti da altre regioni ove forse non è consentita la realizzazione di quanto invece a Lazise si, che hanno potuto fabbricare decine e decine di costruzioni, hotel enormi anche sulle rive del lago, schiere di ville e villette vendute a prezzi inaccessibili alla maggioranza dei residenti, perfino edifici posti sotto sequestro dalla magistratura.  I residenti, invece, hanno avuto enormi difficoltà, forse per la minore capacità di predisposizione della procedura prescritta, a ottenere modesti permessi per ristrutturare e risanare edifici già esistenti, per aprire una finestra nella camera del figlio, per realizzare una veranda o sistemare un sottotetto, e in molti casi non sono riusciti a farsi rilasciare nessuna licenza.

Questa situazione va rovesciata, capovolta. L’amministrazione comunale, nei limiti del possibile, deve valutare con grande attenzione la realizzazione di ulteriori grandi speculazioni edilizie in particolare per gli effetti sulla vita dei residenti. 

E’ necessario, valorizzare in tutte le sue forme, l’edilizia residenziale pubblica, al fine di permettere ai cittadini di rimanere a vivere nel nostro territorio. Negli ultimi anni,  abbiamo assistito alla fuga di molte famiglie e di molti giovani verso Comuni dove l’acquisto o la locazione di  alloggi a prezzi accessibili è ancora possibile.  Il numero di residenti non è un indicatore attendibile e non ci dice quanto una comunità è radicata sul territorio, se lo vive e se lo abita tutto l’anno. Negli ultimi anni  le istituzioni utilizzano spesso la parola partecipazione a proposito della decisioni che riguardano la modifica del territorio . In realtà nella pratica  si affrontano soltanto temi generici e quasi sempre il numero di persone coinvolte è irrisorio. Il diritto alla città e all’abitare viene di fatto oscurato per proteggere la presunta irrinunciabilità allo sviluppo economico.

Gli uffici comunali dovrebbero invece aiutare, nei limiti del possibile, essere messi nella condizione di poter consigliare, assistere tutti i residenti che chiedono di ristrutturare edifici già esistenti, per renderli abitabili e vivibili, per ripopolare i centri storici e le corti rurali, senza consumare altri terreni agricoli e aree verdi. E’ necessario

Tutto il settore edilizio ha bisogno di regole certe, chiare, trasparenti, e certamente le normative di livello superiore non agevolano questo. I cittadini, così come le imprese di costruzione locali, radicate sul nostro territorio, che sono rimaste emarginate dai grandi progetti milionari di questi anni, hanno invece bisogno di sapere esattamente cosa si può costruire e come si può farlo.

E questo senza dover chiedere deroghe o favori! Sarebbe sufficiente – e determinante – un aiuto nel conoscere cosa è lecito fare in base alle regole. I cittadini, le imprese, devono avere diritti e doveri uguali per tutti anche nell’edilizia..  

Le grandi scelte urbanistiche devono essere comunicate con largo anticipo e condivise con la cittadinanza, attraverso sistemi trasparenti di partecipazione, come le assemblee e gli incontri pubblici. I progetti vanno comunque pubblicati, ma anche riassunti e descritti in forme chiare e comprensibili a tutti, negli albi comunali e sul sito del Comune.

L’amministrazione deve limitare l’utilizzo di aree agricole per nuove costruzioni, tutelare l’entroterra  collinare, far rispettare le tipologie edilizie esistenti, conservando le tradizionali caratteristiche achitettoniche locali, difendere con norme di salvaguardia assoluta tutta la fascia più vicino al lago, consentendo soltanto di ristrutturare fabbricati già esistenti, senza stravolgimenti di volume, raddoppi o sopraelevazioni. Aiutiamo, invece, a tutti i piccoli progetti a misura di cittadino, per migliorare il patrimonio edilizio già esistente, garantendo lavoro per le imprese locali che meglio conoscono le caratteristiche, le tecniche edilizie e i materiali che rendono unico il nostro territorio.

LAVORI  PUBBLICI

La rete dei parcheggi di Colà, Lazise e Pacengo va ridisegnata e potenziata. È necessario iniziare a ragionare per poter garantire posti auto per tutti i residenti, utilizzabili per tutto l’anno, sia nel capoluogo che nelle frazioni.

Non solo, è necessario trovare una soluzione anche per tutti i lavoratori che in estate soprattutto, lavorano nei centri storici con parecchie difficoltà legate al raggiungimento del posto di lavoro.

A Colà e soprattutto a Pacengo è possibile avviare uno studio per un riassetto ragionato dell’intero sistema viabilistico, coinvolgendo tutta la cittadinanza. Molte strade e incroci importanti vanno messi in sicurezza. La piazza di Pacengo intitolata al senatore Alberti va ripensata per renderla davvero il centro del paese, per farne un luogo di incontro e di aggregazione, fruibile sia dai giovani che dagli anziani.

È necessario avviare operazioni di pulizia e drenaggio dei porti di Lazise e Pacengo, rese urgenti dalla siccità. Va ripreso e approfondito il progetto di creare un circolo canottieri, con un adeguato studio di fattibilità e sentendo il parere di esperti. La gestione dei porti e delle concessioni per posti barca e boe d’ormeggio va affidata a personale esperto e specializzato.  

La continua erosione e cementificazione del suolo naturale aumenta il rischio di alluvioni, inondazioni, frane e dissesto idrogeologico in tutto il nostro territorio. Un pericolo aggravato dagli effetti catastrofici della crisi climatica globale. Quindi è necessario curare e mantenere inalterate le caratteristiche di permeabilità dei terreni, comprese le strade bianche, evitando il più possibile di asfaltare o cementificare strade, parcheggi, cortili, sentieri rurali e fossi dove si sfogano le acque, che vanno invece conservati e ripuliti da detriti e rifiuti.

Va favorito il risparmio di acqua potabile, con incentivi ai privati per realizzare nuovi pozzi e soprattutto vasche di raccolta delle acque piovane, da riutilizzare per l’irrigazione. Vanno studiati e incentivati tutti i nuovi progetti per un’economia sostenibile.

Occorre avviare una capillare campagna di controlli sull’intera rete idrica, sulle condizioni dell’acquedotto, sullo stato delle falde e sulla qualità dell’acqua che viene distribuita nelle case. Occorre anche intervenire sulla rete fognaria, d’intesa con l’ente di gestione del collettore. L’acqua potabile è una risorsa destinata a diventare sempre più preziosa e un comune ricco del Lago di Garda deve possedere reti idriche e fognarie assolutamente efficienti, moderne e sicure.

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