Estate a Lazise: giovani in panchina
Ogni estate Lazise si riempie di luci, eventi e visitatori. Il lago brulica di vita… ma per i giovani che vivono qui, cosa resta davvero? Tra la mancanza di spazi dedicati e proposte pensate più per i turisti che per i residenti, il rischio è che la “nostra” estate diventi sempre meno nostra.
Divertimento: tutto alla sagra?
Per molti ragazzi, “movida” a Lazise significa feste private, qualche bar o se proprio spostarsi a Verona e dintorni per cercare qualche discoteca, sempre che la trovino aperta o che possa fare musica dopo mezzanotte. Quali sono gli unici eventi in cui possono andare a ballare o ascoltare musica? Le sagre, non sempre famose per la musica a loro misura. Nulla di male — anzi, sono momenti di comunità — ma possono davvero essere l’unica proposta estiva?
Non c’è più nessun festival giovanile o musicale (WonderLake di qualche anno fa), solo piccoli eventi con musica sicuramente non pensati per i nostri giovani. E allora la domanda è: vogliamo offrire solo eventi “da turista”, o iniziare a creare qualcosa che parli la lingua di chi vive qui tutto l’anno?
Lavoro e volontariato: presenze sparse, ma nessun progetto unitario
Il Comune, in collaborazione con altre associazioni o enti, offre varie opportunità: lavori come animatore per i maggiorenni, progetti estivi per studenti delle superiori come summer camp con lavori utili alla comunità o il Grest come aiuto-animatori. Ma oltre a questo?
Anche le parrocchie fanno la loro parte: ad esempio, durante la sagra, l’unico punto dove si vede un gruppo di giovani all’opera è lo stand del “gioco dei tappi” che viene quasi interamente gestito dagli adolescenti. Sempre le parrocchie organizzano campi scuola dove, come animatori, ci sono studenti universitari impegnati come volontari.
Il problema è che queste esperienze, pur essendo preziose, sono isolate: non esiste un coordinamento che metta in rete queste realtà, né una strategia per far sì che l’impegno dei giovani sia più visibile nella vita estiva della comunità.
Studio: un servizio a metà
Un’aula studio a Lazise esiste: è gestita dal Comune insieme a un’associazione, ma sembra non ricevere fondi sufficienti per essere mantenuta e organizzata in modo adeguato. La posizione, proprio in centro storico di fianco al municipio, non è delle migliori: davanti si svolgono mercatini e altre attività, rendendo difficile la concentrazione, e in occasione di alcune manifestazioni l’aula viene chiusa per essere usata con scopi diversi.
Certo, esiste anche una biblioteca ma è attrezzata per chi deve preparare esami o resta ancorata a un’idea più “turistica” della lettura? Non sono mancate le proposte per i più piccoli, ma i giovani? Vale la pena sforzarsi per renderla più funzionale, o dobbiamo rassegnarci ad accettare le difficoltà di spostamento, soprattutto in estate, quando raggiungere l’aula studio significa fare i conti con traffico, parcheggi e trasporti pubblici limitati?
In via eccezionale, e per un breve periodo, la parrocchia di Colà quest’anno ha messo a disposizione una stanza per lo studio, ma solo a un gruppo di studenti che ne ha fatto richiesta. Lo spazio è stato gestito da volontari e, proprio per questo, non è sempre rimasto disponibile: un’iniziativa preziosa, ma frutto della buona volontà del parroco, non di una pianificazione.
Un’estate che includa anche noi
Turismo e comunità non devono essere in conflitto. A volte però sembra che l’unico obiettivo dietro alla pianificazione sia compiacere soprattutto chi resta qui per pochi giorni, mentre i giovani residenti resteranno spettatori silenziosi.
Servono luoghi di incontro sicuri, eventi innovativi, servizi che aiutino chi studia e chi lavora, e soprattutto la volontà politica di dire: Lazise è anche casa dei suoi giovani.

