Scuola - Sociale - Sicurezza, Turismo - Commercio - Servizi|

Lazise continua a mostrare le crepe di una gestione amministrativa sempre più distante dalla realtà. L’ordine e il “rispetto delle regole”, più volte sbandierati come capisaldi dell’azione comunale, restano nei fatti promesse mancate. Il fallimento delle politiche sulla viabilità ciclistica e il persistente abusivismo nel Porto Vecchio sono esempi concreti di una situazione che peggiora di stagione in stagione.

Nel centro storico, le biciclette vengono abbandonate o legate ovunque: a pali, cancelli, ringhiere e perfino in prossimità di monumenti, in un disordine generalizzato che vanifica qualsiasi visione di mobilità sostenibile pianificata ed ordinata. Nessuna traccia di controlli o campagne informative: solo confusione e incuria, sotto gli occhi di cittadini e turisti. Il risultato è un caos diffuso che danneggia l’immagine del paese e rende la convivenza civile più difficile.

Eppure, le regole esistono. Con l’Ordinanza n. 66/2023, il Comune di Lazise ha ufficialmente vietato il transito di biciclette, monopattini e altri veicoli elettrici all’interno dell’Area Pedonale Urbana e della Zona a Traffico Limitato (ZTL). L’ordinanza impone l’obbligo di condurre a mano i mezzi in queste aree e di parcheggiarli esclusivamente nelle rastrelliere o negli spazi dedicati. Sono previste deroghe solo per residenti, ospiti di strutture ricettive nel centro e operatori di servizi pubblici. Ma queste norme, annunciate con toni decisi anche in eventi pubblici come “L’Amministrazione incontra”, restano sistematicamente ignorate nella pratica.

Non va meglio sul fronte del Porto Vecchio, dove, nonostante divieti ben visibili, natanti di ogni tipo continuano a entrare e ormeggiare abusivamente. A rendere il tutto ancora più paradossale è la posizione del porto: proprio di fronte al comando della Polizia Municipale. Da anni, sotto gli occhi di chi dovrebbe far rispettare le regole, si consuma quotidianamente la violazione dei divieti di accesso e ormeggio. La domanda, a questo punto, sorge spontanea e inquietante: perché nessuno esce dall’ufficio a sanzionare? È possibile che nessuno veda? O, peggio ancora, che si scelga deliberatamente di non intervenire? L’immobilismo di chi è preposto ai controlli alimenta una percezione diffusa di impunità, rendendo di fatto inapplicabili le ordinanze e privando le regole di qualsiasi efficacia.

In questo contesto, le conferenze stampa in Dogana con autorità e forze dell’ordine, spesso accompagnate da annunci solenni e presentazioni ufficiali, suonano sempre più come spot di una campagna permanente fatta di dichiarazioni e slide, che poco o nulla hanno a che fare con la realtà vissuta da residenti e visitatori. Le iniziative mediatiche vengono presentate con toni trionfalistici, ma finiscono per scontrarsi brutalmente con lo stato di abbandono e disordine percepito quotidianamente sul territorio.

È ormai evidente: le politiche poste in atto da questa amministrazione non hanno sortito alcun effetto concreto. Le regole esistono, ma non vengono fatte rispettare. Le ordinanze si moltiplicano, ma non producono risultati. E mentre la distanza tra ciò che viene annunciato e ciò che si realizza cresce, si sgretola il senso di legalità, di fiducia istituzionale e di rispetto per il bene comune.

Lazise merita di più. Merita un’amministrazione presente, coerente, capace di passare dagli annunci ai fatti. Meno proclami e più controlli soprattutto sui flussi turistici e le loro destinazioni. Meno passerelle mediatiche e più azioni concrete. Perché il rispetto delle regole non è una promessa da campagna elettorale: è la base minima di qualsiasi comunità civile.

Comments are closed.

Close Search Window