| TEMA | COSA INTRODUCE LA DELIBERA | COSA SI POTEVA MIGLIORARE | PERCHÉ È IMPORTANTE (EFFETTO PRATICO) |
| CONTROLLI NEI CANTIERI | Sopralluoghi a campione (5% trimestrale) con verbale e avvio sanzioni se emergono difformità | Trasparenza del sorteggio (criteri pubblici), tempi certi, check-list dei controllipubblicata | Riduce polemiche e rende il sistema percepito come equilibrato e uguale per tutti |
| SOPRALLUOGHI E RESPONSABILITÀ | Accesso con Polizia Locale e presenza dei tecnici; l’impresa deve mettere a disposizione mezzi/personale | Distinguere meglio tra errori minori correggibili e abusi, con una procedura “graduale” | Evita che piccole difformità si trasformino subito in conflitti o contenziosi |
| FOTOVOLTAICO (CENTRO STORICO) | Regole più dettagliate su colori,posizionamento e ordine della posa per ridurre impatto visivo | Aggiungere esempi visivi (foto/bozze), definire eccezioni per impossibilità tecnica, usare criteri più misurabili | Riduce interpretazioni diverse e accelera le pratiche: meno “dipende da caso a caso” |
| ACCUMULI/IMPIANTI | Indicazione di accumuli preferibilmente interni o in vano tecnico | Una scheda “cosa serve” in base a zona/vincoli (procedura, titoli, autorizzazioni) | Aiuta cittadini e tecnici a capire subito quali passaggi fare, evitando rigetti/integrazioni |
| SOTTOTETTI | Aggiornamento per coordinarsi con norme recenti | Pubblicare testo coordinato “prima/dopo” e una scheda semplice “cosa cambia davvero” | Altrimenti il cittadino legge “aggiornato” ma non capisce se e come cambia ciò che può fare |
| SANZIONI (CALCOLO) | Più uso di tabelle e criteri legati al valore venale; nuove casistiche | Spiegare in modo semplice: chi stima, come si calcola, come si contesta; aggiungere esempi | Aumenta comprensibilità e fiducia: il cittadino capisce che non è “a discrezione” |
| SOGLIE MINIME/IMPORTI | In alcuni casi aumentano le soglie minime | Comunicare con esempi e motivazione normativa per evitare effetto “stangata” | Migliora accettabilità sociale e riduce incomprensioni |
| PAESAGGIO | Separazione della parte paesaggistica in allegato dedicato | Indicare chiaramentedove si applica (aree vincolate) e “a chi chiedere” | Evita errori: molte pratiche sbagliano perché non è chiaro se c’è vincolo |
1) Controlli nei cantieri: buoni, ma servono più garanzie di chiarezza
Cosa poteva essere più chiaro/migliore:
- Criteri di selezione più trasparenti: si parla di estrazione “casuale” del 5% trimestrale, ma per evitare sospetti sarebbe utile pubblicare:
- come funziona esattamente il sorteggio,
- se ci sono esclusioni/precedenze,
- quante verifiche vengono effettivamente fatte ogni trimestre e gli esiti (in forma anonima e aggregata).
2025.12.24 PDC 2 Regolamento Ed…
- Tempi certi: sarebbe utile indicare entro quanti giorni dal sorteggio viene fatto il sopralluogo e come viene gestito un cantiere “non pronto” (oggi si dice che si ripesca, ma non si quantifica).
2025.12.24 PDC 2 Regolamento Ed…
- Check-list pubblica: un elenco sintetico di cosa viene controllato (quote, confini, sagoma, distacchi, ecc.) aiuterebbe cittadini e tecnici a prevenire errori prima. (Nel testo si intuisce, ma non è strutturato come check-list).
- Gestione dei casi “minori”: se si trova una piccola difformità, sarebbe utile distinguere chiaramente tra:
- errore materiale correggibile subito,
- difformità che richiede pratica integrativa,
- abuso vero e proprio.
Questo riduce conflitti e rende il sistema più “giusto” percepito.
2) Fotovoltaico nel Centro Storico: regole più dettagliate, ma rischiano rigidità
Cosa si poteva migliorare:
- Una guida con esempi visivi (foto/bozze): le prescrizioni (fila unica, posizione bassa, colori non riflettenti, ecc.) sono corrette, ma senza esempi si rischiano interpretazioni diverse tra tecnici e istruttori.
- Chiarire le “eccezioni” tecniche: alcuni tetti non permettono “una sola fila” o certe posizioni (ombre, comignoli, abbaini, vincoli strutturali). Servirebbe una regola del tipo: “si segue il criterio generale salvo impossibilità tecnica documentata”.
- Definizioni più misurabili: parole come “defilato”, “il più in basso possibile”, “non peggiorare la percezione” sono comprensibili, ma poco misurabili. Bastano 2–3 parametri oggettivi (es. distanze minime da colmo/gronda, percentuale di falda occupabile, ecc.) per ridurre discrezionalità.
- Coordinamento con vincoli e autorizzazioni: sarebbe utile una tabella “se sei in Zona A / se sei vincolato / se non sei vincolato” con procedura e titoli richiesti, così il cittadino capisce subito cosa deve fare.
3) Sottotetti: si dice che si aggiorna, ma al cittadino serve capire “cosa cambia davvero”
Criticità tipica:
- Se la delibera annuncia la modifica per allineamento normativo, ma non evidenzia bene il prima/dopo in modo leggibile, per i cittadini (e spesso anche per i tecnici) resta la domanda: “Ok, ma cosa posso fare in più o in meno?”
Miglioria utile:
- Pubblicare una versione “coordinata” del testo con:
- modifiche evidenziate (stile “track changes” o colori),
- una scheda riassuntiva: altezze, requisiti aeroilluminanti, limiti su colmo/gronda, parcheggi/monetizzazione, ecc.
4) Sanzioni: più tabelle = più oggettività, ma attenzione a comprensibilità e proporzionalità
Cosa si poteva migliorare:
- Spiegazione in italiano semplice: l’uso di tabelle legate al “valore venale” è più oggettivo, ma per il cittadino è un concetto distante. Serve una nota chiara: chi stima? con quali criteri? come si contesta?
- Percorso di regolarizzazione guidato: quando una difformità è sanabile, oltre alla sanzione servirebbe un flusso chiaro “passo-passo” (documenti, tempi, ufficio competente). Altrimenti aumenta l’ansia e il contenzioso.
- Comunicare le soglie minime senza effetto “shock”: l’aumento delle soglie minime (es. da 516 a 1.032 in alcuni casi) andrebbe spiegato bene come recepimento normativo e con esempi, altrimenti viene percepito solo come “stangata”.
- Separazione paesaggistica (Allegato C): è una buona idea per chiarezza, ma va accompagnata da una mappa/indicazione chiara di “dove” si applica (aree vincolate) e a chi rivolgersi.
5) Un miglioramento trasversale: comunicazione pubblica “anti-equivoci”
La delibera è tecnica: ci sta. Ma verso la cittadinanza funzionerebbe molto meglio se il Comune pubblicasse insieme:
- FAQ (10 domande frequenti)
- casi pratici (fotovoltaico sì/no, sottotetto, piccole difformità)
- infografica dei controlli “a campione” (percentuali, tempi, cosa guardano)
- canale unico per informazioni (sportello/indirizzo dedicato)
Questo abbassa errori, proteste e ricorsi. E fa percepire la modifica come “servizio”, non solo come “controllo”.

