Turismo - Commercio - Servizi|

Il nostro gruppo che ha a cuore  il futuro di Lazise,  si pone l’obiettivo di  cercare risposte ai problemi attuali basandosi sulle  competenze personali  e sulla realtà che viviamo nel nostro quotidiano. Abbiamo voluto insieme cercare delle soluzioni che siano efficaci nel medio lungo periodo evitando di proporre interventi spot o tampone per rincorrere le emergenze che si palesano improvvisamente. Attraverso lo studio e la ricerca di informazioni, l’organizzazione e la progettazione cerchiamo di elaborare risposte che siano efficaci e abbiamo un lungo respiro.

Un metodo efficace è la circolazione delle informazioni e delle idee : attraverso il nostro sito e gli incontri con la cittadinanza, vogliamo divulgare e condividere idee basate sullo raccolta  di  informazioni e  articoli raccolti da fonti certificate ed autorevoli.

In questo articolo vogliamo parlare di sostenibilità, utilizzando parti di un manuale prodotto dalla Regione Veneto che offre interessanti spunti di riflessione.

In questo link troverete la versione integrale:

https://www.regione.veneto.it/documents/10813/13265440/Manuale+sostenibilit%C3%A0/aa34fb11-44eb-4a22-a8ab-c777f5d746cb

“Lo Sviluppo Sostenibile del Turismo va incontro ai bisogni

dei turisti e delle aree ospitanti attuali e allo stesso tempo protegge e

migliora le opportunità per il futuro. Esso deve essere il principio guida

per una gestione delle risorse tale che i bisogni economici, sociali ed

estetici possano essere soddisfatti e contemporaneamente possano

essere preservati l’integrità culturale, gli equilibri fondamentali della

natura, la biodiversità e il sostegno al miglioramento della qualità

della vita.” (UNWTO – United Nations World Tourism Organization, 1988)

Il concetto di sostenibilità in ambito turistico viene enunciato dalle Nazioni Unite più di 30 anni fa. Se all’epoca poteva sembrare una visione pioneristica, per lo più distante dalla realtà circostanziale, nel tempo si è rivelata invece un’esigenza unilaterale e globale. 

Attualmente, occuparsi di turismo, così come di qualsiasi altra attività economica, senza considerare i fattori legati alla sostenibilità non risulta più uno scenario percorribile. Basti pensare a quanto l’attrattività di una destinazione dipenda dalle sue risorse peculiari, che, in quanto tali, sono uniche e non riproducibili.

Preservarle e valorizzarle significa garantirne il futuro. La sostenibilità permette, inoltre, alle destinazioni, così come a tutti gli operatori della filiera, di sviluppare un’offerta turistica distintiva e innovativa, andando oltre l’appiattimento dei prodotti standardizzati e traducendosi pertanto in fattore determinante per la propria competitività. 

Nella composizione della domanda, si registra una sempre maggiore attenzione e sensibilità a questi temi. Ne fanno da traino sia le giovani generazioni, particolarmente affini alla ricerca di prodotti, servizi ed esperienze che perseguono tali obiettivi, sia le nuove esigenze emerse nell’epoca Covid e post- Covid, che vedono una predilezione di luoghi naturali e spazi aperti e una riscoperta del valore sociale e culturale dell’incontro umano, quasi a garantire un accorciamento delle distanze.

Massimizzare la soddisfazione e la qualità dell’esperienza di visita da parte dei turisti dovrebbe essere obiettivo comune dei vari attori che operano all’interno delle destinazioni turistiche, garantendo allo stesso tempo una buona qualità della vita e dei servizi a favore della popolazione locale. 

È in questo contesto che fare leva su uno sviluppo turistico sostenibile, può rivelarsi una grande opportunità per molti territori, oltre che per il benessere dell’intero pianeta.

Ma, concretamente, quando l’attività turistica può ritenersi “sostenibile”?

Quando la redditività del territorio di una destinazione turistica lavora strategicamente in una prospettiva di lungo periodo ed agisce nel pieno rispetto delle sue tre dimensioni fondamentali:

sostenibilità economica:

 dato da costi e benefici monetari ottenuti dallo sviluppo e dall’utilizzo dei servizi turistici

sostenibilità ambientale:

 dato dal deterioramento dell’ambiente naturale come effetto del turismo

sostenibilità sociale:

dato dalle modificazioni che il turismo genera sulla qualità della vita della comunità ospitante.

Ma quali ricadute ha il turismo nei confronti dei territori e delle comunità ospitanti? 

In questo caso si parla di impatti, che possono essere positivi, e quindi creare un lascito benefico, oppure negativi, e quindi creare una o più modificazioni svantaggiose. 

In coerenza con quanto precedentemente enunciato, gli impatti da considerare sono sempre relativi alle tre dimensioni di ambiente, economia e società.

Tra i benefici generati dal turismo, trovano posto quelli legati all’implementazione dell’economia. Le attività possono infatti essere fonte di guadagno per le imprese locali e possono incidere sull’occupazione e sulla creazione di nuovi posti di lavoro. In questo, non sono coinvolte solo le attività economiche di vocazione strettamente turistica, quali strutture ricettive e ristorative, ma le ricadute benefiche possono estendersi potenzialmente a tutte le tipologie di impresa e attività, in quanto il turista, una volta a destinazione, sarà solitamente stimolato a usufruire di tutti i servizi e i prodotti presenti nel posto. 

Si possono intercettare inoltre dei benefici da un punto di vista sociale, in quanto con il turismo viene facilitato lo scambio e l’integrazione fra culture diverse: questo può tradursi in un arricchimento culturale anche per la comunità ospitante, soprattutto se direttamente coinvolta nel delicato e articolato processo dell’accoglienza. 

D’altro lato, ci sono anche dei risvolti negativi da tenere in considerazione.

Sul fronte economico, si citano gli investimenti da sostenere per far fronte allo scenario turistico, il possibile aumento generale dei prezzi e la possibilità che vengano fagocitate le attività economiche locali, arrivando in alcuni casi ad una perdita, parziale o totale, dell’autenticità dei territori.

Dal punto di vista sociale può verificarsi un’estraniazione della comunità ospitante rispetto alle dinamiche turistiche, situazione che, se particolarmente stressata, può avere ripercussioni anche molto importanti sulla qualità di vita locale.

Infine, gli impatti sulla natura fisica dei luoghi interessati dal turismo possono essere anche molto ingenti, a seconda di quanto viene trasformato il territorio per realizzare infrastrutture e servizi necessari allo svolgimento dell’attività turistica.

In questo scenario, già di per sé complesso, entrano in gioco gli stake holders, ovvero gli attori principali che operano in ciascuna destinazione turistica e in ciascun territorio, in rappresentanza delle diverse realtà economiche e politico sociali, ciascuno con il proprio bagaglio di esigenze particolari. 

Gli interessi in campo diventano pertanto molteplici e risulta necessario trovare un equilibrio fra tutti, mantenendo salda la consapevolezza in merito agli impatti che ogni scelta può generare. 

La strategia più efficace sarà quella in grado di amplificare gli impatti positivi e ridurre al minimo quelli negativi.

Ma come trovarla? 

L’unica strada possibile risulta essere quella di uno sviluppo turistico sostenibile, che, per definizione, farà uso delle risorse atte a soddisfare i bisogni attuali dei vari soggetti, sempre nel rispetto perché anche le future generazioni possano beneficiarne. 

Lo sviluppo sostenibile del turismo deve andare incontro ai bisogni dei turisti e delle aree ospitanti attuali e, allo stesso tempo, proteggere e migliorare le opportunità per il futuro. Deve guidare la soddisfazione dei bisogni economici, sociali ed estetici, preservando l’integrità culturale, gli equilibri fondamentali della natura e la biodiversità e puntando al miglioramento della qualità della vita.

Partendo da questi spunti, nei prossimi interventi cercheremo di fare delle proposte concrete per raggiungere una sostenibilità reale che veda come protagonista la comunità di Lazise, Colà e Pacengo.

Comments are closed.

Close Search Window