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In un’epoca in cui le città sono sempre più densamente abitate e vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, il verde urbano si rivela una componente cruciale per il benessere ambientale, sociale ed economico delle comunità. Non si tratta solo di abbellire strade e piazze, ma di costruire un’infrastruttura verde strategica capace di assolvere a molteplici funzioni: migliorare la qualità dell’aria, mitigare le isole di calore, favorire la coesione sociale e persino aumentare il valore immobiliare degli edifici.

La gestione del verde urbano richiede un approccio tecnico, multidisciplinare e consapevole. Non basta piantare alberi: serve progettazione, manutenzione intelligente e un monitoraggio costante, svolti da figure professionali qualificate, come agronomi e arboricoltori certificati. Solo una pianificazione attenta, basata su dati e studi specialistici, consente di sviluppare città sostenibili e resilienti.

Citiamo  il regolamento comunale pag. 7:

Funzione sociale e culturale del verde urbano

La presenza di parchi, giardini, viali e piazze alberate o comunque dotate di arredo verde consente di soddisfare un’importante esigenza ricreativa e sociale e di fornire un fondamentale servizio alla collettività, rendendo più vivibile il contesto urbano. Il Comune di Lazise, con una popolazione residente di circa a 7.000 residenti, non è soggetto agli obblighi stabiliti dalla Legge 29 gennaio 1992, n. 113, “Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato”, così come modificata dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 10, che si applica ai comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti.

Tuttavia, anche in assenza di un obbligo di legge, l’attuazione di questa misura rappresenterebbe una concreta dimostrazione dell’impegno verso la sostenibilità ambientale, un valore più volte richiamato dall’attuale amministrazione comunale. Un’azione simbolica e concreta al tempo stesso, in grado di rafforzare il legame tra cittadinanza e territorio e di investire nel futuro verde della città.

Le Linee Guida: dai principi alle buone pratiche

La Strategia Nazionale del Verde Urbano e i principali manuali tecnici raccomandano:

  • Censimento e mappatura del patrimonio arboreo;
  • Piani pluriennali di manutenzione programmata;
  • Gestione del rischio e sicurezza degli alberi;
  • Progettazione integrata e partecipata;
  • Adozione di soluzioni nature-based (NBS);
  • Integrazione nei piani urbanistici;
  • Sostituzione sistematica degli alberi abbattuti;
  • Coinvolgimento di professionisti in ogni fase.

Esempi virtuosi includono le alberature stradali progettate con aiuole permeabili, i micro-parchi urbani per la rigenerazione dei quartieri, orti condivisi gestiti da associazioni locali e piani del verde urbano.

Il Comune di Lazise: un buon regolamento per il verde privato, ma serve una governance pubblica

ll Comune di Lazise si è dotato di un regolamento articolato per la gestione del verde privato, con indicazioni chiare su progettazione, mantenimento e scelta delle specie. Il documento include anche criteri tecnici e agronomici che possono essere estesi al verde pubblico, ma non costituisce un vero e proprio piano operativo per la gestione comunale. Sarebbe molto più efficace e chiaro dotarsi di un regolamento specifico, calibrato sulle esigenze del contesto locale, che definisca responsabilità, standard e procedure operative per gli uffici incaricati della cura del verde pubblico. L’assenza di uno strumento gestionale strutturato limita infatti la possibilità di attuare una gestione moderna, efficiente e coerente degli spazi verdi collettivi.

Inoltre, manca una visione sistemica e una pianificazione d’insieme. 

Un problema ricorrente è proprio la mancata sostituzione degli alberi abbattuti. Molti marciapiedi un tempo alberati risultano oggi completamente spogli. Questo fenomeno riduce drasticamente i benefici ambientali e il comfort urbano, vanificando gli sforzi di mitigazione climatica.

Eppure il regolamento comunale cita:

Art. 4.2.1 Tutela degli elementi vegetali esistenti 

Art. 4.2.1.1 Alberi e arbusti 

Devono essere conservati su tutto il territorio comunale, sia nelle proprietà pubbliche che private, le tipologie di alberi di seguito indicate, di cui è vietato l’abbattimento ed il danneggiamento: 

– gli alberi aventi dimensione (diametro) del tronco, misurata a 130 cm di altezza, superiore a 50 cm di diametro per le specie di prima grandezza, superiore a 35 cm di diametro per le specie di seconda grandezza e superiore a 25 cm per le specie di terza grandezza, fatti salvi gli alberi di nuovo impianto inseriti in progetti unitari anche qualora siano di diametro inferiore alle misure sopra indicate; 

– gli alberi policormici (con tronco che si divide in più fusti dal colletto) se almeno uno di essi raggiunge i 20 cm di diametro, misurato a 130 cm di altezza da terra; 

– piante poste in sostituzione obbligatoria di alberi abbattuti, anche se privi delle caratteristiche sopra elencate. 

Sono pure oggetto di tutela gli arbusti che raggiungono singolarmente o in gruppo un volume almeno pari a 5 mc. 

Progettare bene fin dall’inizio: errori e buoni esempi a confronto

Un aspetto fondamentale è la fase di piantumazione degli alberi, spesso eseguita senza i criteri tecnici adeguati.

Caso negativo – Piazza di Pacengo (Lazise)

L’immagine documenta una piantumazione recente con aiuola troppo piccola, pavimentazione a ridosso del colletto e scarso spazio per lo sviluppo radicale. La crescita della pianta è compromessa fin dall’inizio. Inoltre facciamo notare che prima dell’intervento erano a dimora già altri alberi che sono stati completamente sostituiti. Forse, per chi ha eseguito i lavori, è risultato più semplice rimuovere gli alberi esistenti piuttosto che seguire le procedure tecniche previste dal regolamento comunale, che richiedono interventi più complessi ma rispettosi del patrimonio arboreo e della qualità urbana. 

Nella foto allegata si nota una piantumazione recente eseguita su marciapiede in mattoni autobloccanti, con un’aiuola troppo piccola e sigillata lateralmente, e sostegni inadeguati. Questo tipo di posa:

  • limita lo sviluppo dell’apparato radicale,
  • favorisce ristagni o stress da calore,
  • espone la pianta a fallimenti precoci (una pianta morta è già stata sostituita)

Metodologia corretta (foto di Trento)

Qui la piantumazione è avvenuta con griglia drenante, ampia superficie permeabile e spazio per lo sviluppo dell’albero. La progettazione è chiaramente orientata alla salute a lungo termine della pianta e alla funzionalità urbana.

griglia metallica ampia e drenante,

  • superficie permeabile per l’apporto idrico,
  • spazio adeguato per lo sviluppo del colletto e delle radici.

Qui l’albero è messo in condizione di crescere sano, stabile e funzionale, contribuendo pienamente alla rete verde urbana.

Cultura tecnica e volontà politica

Il caso di Lazise dimostra come, se da un lato si voglia normare con precisione il comportamento del privato, dall’altro l’amministrazione comunale non segua i regolamenti da essa stessa emanati nella gestione del verde pubblico. Questa mancanza mina fortemente l’efficacia complessiva degli interventi sul verde urbano.

Occorre evolvere verso una gestione professionale e sistemica del verde, riconoscendolo come infrastruttura urbana essenziale, dotata di valore ambientale, sociale ed economico. Investire nel verde è investire nel futuro delle nostre comunità.

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