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Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature, il rischio sanitario legato alle arbovirosi – malattie trasmesse da zanzare e zecche, come Dengue, Chikungunya, West Nile Virus e la malattia di Lyme – torna al centro dell’attenzione pubblica.

Un tema su cui avevamo già sollevato l’attenzione nell’approfondimento pubblicato nel 2024 su “Lazise Civica” (link all’articolo), evidenziando la vulnerabilità del territorio e la carenza di comunicazione istituzionale.

A distanza di un anno, la situazione appare purtroppo invariata: nessuna campagna informativa del Comunenessuna distribuzione di materiali per la prevenzionenessun piano di intervento, al contrario dei Comuni limitrofi che hanno già attivato misure visibili nei mesi scorsi.

I Comuni confinanti che hanno intrapreso azioni concrete e coordinate son ad esempio:

  • Bardolino ha distribuito kit antilarvali gratuiti, accompagnati da volantini informativi e post esplicativi sui social.
  • Castelnuovo del Garda ha attivato un servizio pubblico per la consegna di pastiglie larvicide ecologiche, oltre a interventi puntuali nei tombini e nelle caditoie.
  • Peschiera del Garda ha lanciato una campagna pubblica con distribuzione gratuita di kit biologici, diffusa attraverso i canali ufficiali.
  • Anche Verona (chiaramente non confinante ma da prendere sicuramente ad esempio)  ha organizzato una distribuzione capillare di prodotti larvicidi nei mercati e nelle farmacie, in abbinamento a materiali informativi multilingue.

Questi comuni affrontano il problema non solo con interventi ambientali, ma coinvolgendo direttamente i cittadini, i turisti e i visitatori.

Lazise nessuna strategia chiara.

Lazise, invece, l’unico intervento noto riguarda i trattamenti eseguiti dall’ULSS nei tombini pubblici.


Nessuna distribuzione di prodotti larvicidi alle famiglie, nessuna campagna informativanessun opuscolo da diffondere nei punti informativi turistici.

Sul sito del Comune si trova solo un rimando a una campagna regionale del 2024, senza alcun aggiornamento o iniziativa specifica per il 2025.

Considerando che oltre il 70% dei focolai larvali si sviluppa in aree private – come giardini, cortili, tombini domestici e sottovasi – è evidente che qualsiasi strategia di prevenzione può essere efficace solo se coinvolge direttamente la cittadinanza.


E poiché l’Amministrazione non può intervenire fisicamente nelle proprietà privatel’unico strumento efficace resta una comunicazione informativa chiara, capillare e multilingue.

Anche sul tema delle zecche, sempre più diffuse in parchi, giardini e sentieri, non c’è traccia di informazioni né di materiali di prevenzione attiva.

Il sito della Regione Veneto affronta il tema con la giusta attenzione, offrendo materiale informativo già pronto e liberamente utilizzabile:
➡️ https://sisp.aulss9.veneto.it/Arbovirosi

In una località a fortissima presenza turistica come Lazise, questo silenzio istituzionale rischia di trasformarsi in una mancata prevenzione.

Una domanda è lecita: il Comune sta sottovalutando la questione?

L’unico riferimento fino ad oggi pubblicato sul sito comunale è accessibile a questo indirizzo:


➡️ https://www.comune.lazise.vr.it/ecologia-e-demanio-idrico-lacuale/zanzare-e-zecche/


Le informazioni, tuttavia, risultano aggiornate al 22/12/2023.

Alla base di tutto resta una domanda tanto semplice quanto urgente:

Il Comune di Lazise dispone di un piano di prevenzione contro le arbovirosi e le patologie da zecca?
E se la risposta è no, è intenzione dell’Amministrazione attivarlo?

E soprattutto:

Non si rischia forse di sottovalutare una problematica sanitaria reale, già riconosciuta a livello regionale e nazionale?

Nel contesto ambientale e turistico del Garda, la prevenzione deve essere visibile, attiva e condivisa.


Il silenzio può diventare un serio fattore di rischio.

Tre proposte concrete per colmare il vuoto

Alla luce di queste considerazioni, proponiamo tre azioni immediate e concrete per favorire una prevenzione attiva e coordinata:

1. Distribuzione pubblica di kit larvicidi ecocompatibili

Attivare la consegna di kit selezionati, non nocivi per le api, in collaborazione con l’ULSS e le associazioni apistiche.
Una scelta coerente con l’identità di Lazise, “città del miele”.

2. Campagna informativa multilingue

Realizzare volantini e cartellonistica informativa su zanzare e zecche, in italiano, inglese, tedesco e francese, da distribuire:

  • nelle strutture ricettive, campeggi e B&B;
  • nei parchi pubblici e sentieri collinari;
  • tramite social network, sito web comunale.

I contenuti dovrebbero includere:

  • consigli pratici per la prevenzione domestica;
  • comportamenti corretti post-escursione;
  • uso sicuro dei prodotti;
  • sintomi da tenere sotto controllo.

3. Istituzione di un responsabile per le emergenze Zanzare e Zecche”

Creare una figura responsabile all’interno del comune con il compito di:

  • monitorare il territorio e segnalare situazioni a rischio;
  • prevenire criticità e proporre soluzioni biocompatibili;
  • stabilire canali diretti con l’ULSS e protocolli di intervento;
  • informare e coinvolgere la popolazione in modo attivo.

Prevenzione: serve una regia pubblica

La prevenzione non può dipendere soltanto dall’iniziativa dei singoli cittadini, né essere affidata esclusivamente ai servizi sanitari.
Serve una visione pubblica, integrata e concreta, sotto la regia attenta delle amministrazioni locali.

Lo avevamo scritto un anno fa.
Oggi lo ribadiamo con maggiore urgenza.

Di fronte a rischi ambientali e sanitari, serve agire.
Ignorare non protegge. Anzi: aumenta il rischio.

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