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Il tema delle locazioni turistiche è approdato all’attenzione della Commissione Turismo del 9 ottobre, portando alla luce una realtà che riguarda da vicino anche Lazise, una delle località più attrattive e frequentate del lago di Garda.


Un settore in forte espansione, ma sempre più difficile da governare, dove la crescita delle locazioni brevi e delle strutture extralberghiere corre più veloce delle regole e dei controlli.

Negli ultimi anni, complice la diffusione delle piattaforme online, il numero di appartamenti e camere messi in affitto per brevi periodi è cresciuto in modo vertiginoso. Un fenomeno che ha cambiato il volto del turismo gardesano, ma che ha anche messo in luce le fragilità del sistema dei controlli e la mancanza di regole applicate in modo stringente.

Gli strumenti per regolare il settore, sulla carta, esistono, ma non vengono applicati in modo efficace. I Comuni – e Lazise non fa eccezione – si trovano con poteri limitati, spesso privi di personale e risorse adeguate. L’unico strumento davvero utile resta l’incrocio dei dati del Codice Identificativo Nazionale (CIN), che consente di monitorare in maniera macro la presenza e la distribuzione degli alloggi turistici. Tuttavia, senza controlli puntuali sul territorio, questo sistema non basta a garantire trasparenza e legalità.

Eppure, le soluzioni non mancherebbero: si potrebbe intervenire implementando sistemi di controllo basati sull’intelligenza artificiale, oppure monitorando i numerosi key box – le cassette di sicurezza per la consegna delle chiavi – che rappresentano uno dei segni distintivi delle locazioni “smart”.

Alla base, però, c’è un problema ancora più serio: a livello comunale non si ha una cognizione precisa delle strutture turistiche realmente esistenti. I database sono vecchi, incompleti e non aggiornati, con il risultato che il caos regna sovrano.
E non si parla solo di appartamenti o locazioni brevi, ma di tutte le strutture ricettive presenti sul territorio: hotel, campeggi, agriturismi, B&B e case vacanza.

Un dato emblematico: a Lazise nessuno sembra sapere con certezza quanti posti letto siano effettivamente disponibili.


Provate a chiederlo al sindaco: se fornisce una cifra, è molto probabile che si tratti di una stima approssimativa, perché in Comune non esiste un quadro aggiornato e completo della ricettività locale.

Una situazione che penalizza in primo luogo gli operatori che lavorano nella legalità, pagando tasse e rispettando le norme, mentre una parte non trascurabile del mercato continua a sfuggire ai controlli.


Molti appartamenti – spesso di proprietà di cittadini stranieri – vengono infatti affittati “estero su estero”, eludendo imposte e, soprattutto, la tassa di soggiorno, risorsa fondamentale per le casse comunali e per i servizi turistici.

Il risultato è un sistema distorto, dove chi rispetta le regole è svantaggiato rispetto a chi opera nell’ombra.
Per Lazise, che fa del turismo la sua principale voce economica, diventa urgente dotarsi di strumenti moderni, banche dati aggiornate e una visione strategica comune. Solo così sarà possibile riportare ordine e trasparenza in un settore decisivo per l’economia locale.

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