Il regolamento è stato approvato nel 2024, ma il Piano Regolatore Spondale – promesso per il 2025 – non è ancora arrivato. Intanto le concessioni continuano, senza lo strumento che dovrebbe indirizzarle regolamentarle e ….. limitarle.
La gestione del demanio lacuale non è materia discrezionale: è regolata da norme precise. La Legge Regionale del Veneto 33/2002 attribuisce ai Comuni la responsabilità della pianificazione del demanio lacuale; e il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)stabilisce in modo inequivocabile che la pianificazione è competenza esclusiva del Consiglio comunale.
Lo afferma l’articolo 42, comma 2, secondo cui i piani e i programmi che definiscono la destinazione e l’utilizzazione dei beni pubblici rientrano nelle attribuzioni del Consiglio e non della Giunta. La sequenza, dunque, non è solo logica ma vincolante per legge: prima la pianificazione, poi le concessioni. Prima la regola, poi l’autorizzazione. Prima l’interesse generale, poi le richieste particolari.
A Lazise questa sequenza si è progressivamente invertita.
Nel 2018 viene approvato il regolamento demaniale extraportuale che anticipa la necessità di un Piano Regolatore Spondale.
Nel 2019 un piano viene effettivamente redatto, ma approvato solo dalla Giunta e mai dal Consiglio comunale. L’analisi applicativa successiva ne mette in luce i limiti: documentazione incompleta, assenza di una mappatura esaustiva della fascia demaniale lacuale e porzioni non individuate o insufficientemente definite; elementi nel frattempo superati dalle evoluzioni dell’uso del litorale; forte concentrazione sulla localizzazione dei campi boa rispetto alla visione complessiva dello sviluppo, della tutela e dell’equilibrio dell’ambito demaniale lacuale nel medio-lungo periodo.
Nonostante queste criticità, negli anni successivi si prosegue con l’assegnazione delle aree demaniali, tramite atti di indirizzo e valutazioni caso per caso. Il nuovo regolamento demaniale approvato nel 2024 nasce dichiaratamente per superare questa situazione, rimettendo le concessioni dentro una cornice chiara di pianificazione.
Il 26 novembre 2024 il regolamento arriva in Consiglio comunale. Durante la discussione Lazise Civica presenta un documento (LINK) che segnala che l’approvazione del regolamento, in assenza del Piano Regolatore Spondale aggiornato e approvato dal Consiglio, rende l’impianto normativo privo della sua base pianificatoria, motivando in questo modo il proprio voto contrario alla proposta di delibera di Consiglio.
L’Amministrazione riconosce la necessità di intervenire. Il tecnico incaricato dichiara a verbale che il Piano Regolatore Spondale verrà portato in approvazione «probabilmente nel 2025». Il regolamento viene quindi approvato e viene assunto l’impegno formale di sistemare la questione con la successiva approvazione del Piano.
Siamo ad oggi, a metà novembre 2025, e quell’impegno non ha avuto seguito. Non risulta affidato alcun incarico aggiornato a un tecnico per la revisione del Piano, né sono state avviate le necessarie attività istruttorie o pianificatorie. Il regolamento è pienamente in vigore, ma il Piano Regolatore Spondale — l’elemento fondamentale su cui dovrebbe poggiare — rimane ancora sospeso.
A qualcuno potrebbe venire il dubbio che l’assenza di un Piano Regolatore Spondale non sia solo un ritardo, ma anche una condizione funzionale: senza un piano approvato, le decisioni restano elastiche, individuali, modulabili.
Un Piano fisserebbe invece vincoli pubblici per tutti, metterebbe confini invalicabili e toglierebbe opacità. La domanda che rimane sospesa è semplice: è davvero nell’interesse della collettività che l’ambito demaniale lacuale continui a essere governato senza quel livello di certezza e trasparenza?
Il Piano Regolatore Spondale è per l’ambito demaniale lacuale ciò che il Piano Regolatore Generale è per il territorio urbano: lo strumento che mette ordine nelle scelte, impedisce arbitrarietà e stabilisce cosa è pubblico, cosa è eventualmente concedibile, cosa deve essere tutelato e cosa può essere destinato a funzioni specifiche.
Nessuna amministrazione rilascerebbe permessi edilizi senza un PRG, né accetterebbe che la città si sviluppi a colpi di eccezioni e deroghe. Eppure, sulla sponda del lago, accade esattamente questo: si governa uno spazio collettivo senza lo strumento che dovrebbe guidare le scelte.
Il lago non è una risorsa infinita, né un contenitore passivo. È un ecosistema sensibile, limitato e vulnerabile. L’ambito demaniale lacuale deve essere preservato, difeso e utilizzato con intelligenza, programmazione e cautela. Questo è possibile solo attraverso un Piano Regolatore Spondale aggiornato, completo e approvato dal Consiglio comunale.
Oggi c’è il regolamento, ma non c’è il Piano. C’è stata la promessa, ma non la realizzazione. E dunque la domanda finale, oltre ogni appartenenza politica, è inevitabile:
si può davvero continuare a distribuire spazio pubblico senza il Piano che deve stabilire, prima e per tutti, le “regole del gioco”?
